
Molti di voi, sicuramente i più grandicelli, hanno passato interi pomeriggi dopo la scuola nel cabinato della sala giochi o della latteria sotto casa, a buttare via monete da 200 lire, che quell’aggeggio infernale ingoiava come fossero caramelle. Tra un sorso di estathè e un morso di cioccolata al latte, abbiamo smanettato e picchiato su quei pulsanti cercando di strappare la combo devastante dal nostro personaggio preferito, che aveva il nome di Ryu.
Per non parlare di come il portafoglio dei nostri genitori ha sofferto quando mamma Nintendo fece il miracolo e portò quel gioco mangia monete a casa nostra, grazie al rimpianto Super Nintendo.La versione per SNES fu però l’ultimo titolo della serie che giocai, un po’ perché non ho più avuto una console dove fosse disponibile, un po’ perché se davvero avevo voglia di giocarci riattaccavo il mio Super Nintendo, e giù a pigiare tasti.
Ebbene sì parliamo di lui, il Re dei picchiaduro, una delle serie videoludiche più famose al mondo: sua maestà Street Fighter.
Non potete immaginare quando un annuncio clamoroso echeggiò nell’etere: Street Fighter IV si farà e uscirà su Xbox 360 e Playstation 3. L’emozione mi prese come fossi un bambino quando vidi il primo video, lo stile grafico mi fece sgranare gli occhi, era tornato, era lui, anima bidimensionale in un corpo next-gen. Forse ai tempi non c’erano Super Combo o Ultra Combo, tanto meno Focus Attack, ma non avevo dubbi: quello era il mio Street Fighter.
Accesa la console e avviato il gioco parte una musica che in me risveglia la nostalgia, rivisitata per l’occasione, e la mia scelta ricade ovviamente su di lui, Ryu, come se non fossero passati 15 anni, come se fossi ancora nella latteria sotto casa.
Davanti a me uno spettacolo per gli occhi, graficamente stiloso, dettagli come next-gen comanda, ma una natura e un’anima assolutamente retrò. Il gioco è tridimensionale, i personaggi curati nei minimi dettagli ma lo scorrimento è bidimensionale, come tradizione comanda, e come i fan esigono. Un miglioramento costante della serie e non uno stravolgimento della natura di questa, ecco cosa cercavamo da tanto tempo e finalmente Capcom ha udito le preghiere di noi nostalgici. Scelto Ryu mi fiondo sul primo avversario, e mi trovo davanti alcuni vecchi stage di mia conoscenza, come ad esempio la Cina che ospita Chun Li o il Drive In dove incontriamo Balrog.
Preso in mano il pad, però, lo ammetto, mi son sentito non poco in difficoltà, soprattutto per cercare di eseguire le famigerate Super e Ultra Combo. Ma con un buon allenamento e un semplice cambio di configurazione dei tasti mi son sentito molto più a mio agio. E se proprio volete godervi appieno questo titolo, senza rischiare di rompere in due il pad, potete sfogare e pigiare tosto sull’Arcade Stick prodotto proprio per l’occasione, che semplifica non poco la vita nell’esecuzione delle combo.
Per adeguarsi ai tempi oltre ai classici volti famosi e oltre all’immancabile modalità Storia, la Capcom ha aggiunto nuovi nomi alla rosa di combattenti disponibili e aggiunto nuove modalità di gioco. Come non citare la modalità multiplayer? Fonte di scherno, rabbia e incredibile divertimento già ai tempi dei cabinati, qui si amplia enormemente grazie all’online. Capcom ha fatto un ottimo lavoro in tal senso, offrendo un net-code che funziona a dovere, praticamente priva di lag e rallentamenti. Inoltre nel gioco online avremo la possibilità di inserire una gran varietà di immagini e “titoli”, sbloccabili sconfiggendo determinati personaggi o sfide.
Tutto questo per dire: il Re è tornato, e nostalgia a parte, è un gran gioco, da comprare, avere, consumare, odiare e amare, come ha fatto ben quindici anni fa. Aduken!

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