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Il momento è arrivato, il postino suona alla porta e io assonnato scorgo dall’occhiello un piccolo pacco. Come una dose per endovena di caffeina, il pensiero che dentro ci possa essere Lui, lo sparatutto che non ammette vita sociale, mi son svegliato. Calcio al postino sull’addome, non ho tempo per firme. Scarto con la stessa foga di un bambino a natale, con la mamma che ha le lacrime agli occhi non per la commozione ma perché pensa a quanto tempo ci ha messo a incartarlo. E al costo della carta. Ed ecco che si staglia davanti a me, fiero e con sguardo assorto verso l’orizzonte, Marcus Fenix.
Ho tra le mani Gears of War 2, gioco che per hype ha forse superato Halo 3 e compagnia bella, superiamo pure il forse. E ora è qui, pronto a tuffarsi sul lettore della mia 360 e muovere un numero esorbitante di poligoni.
Sinceramente, da buon amico, confido con voi che a parte texture ad alta definizione, introduzione di duelli a suon di motosega, io non mi aspettavo altro che un Gears of War. Ritrovare le meccaniche che lo hanno reso il titolo più giocato online nonostante i problemi al net-code, la grafica pressoché identica e ambientazioni che davano un non so che di già visto.
Eppure quando ecco che il DVD prende velocità, la ventola gira rumorosa, mi accorgo che la musica è cambiata.
Chiamata alle armi
Il mio primo pensiero è stato quello di buttarmi subito in co-op, niente di meglio di un amico per condividere gioie e dolori, e soprattutto far saltare teste alle locuste. Le ambientazioni si presentano sotto i miei occhi, sgranati e lucidi, lo stile è quello tipico del capolavoro Epic, ma non sono così simili come mi aspettavo. Ma quello che ha lasciato cadere la mandibola è stato il numero esorbitante di nemici e oggetti che si muovevano, o meglio, che invadevano lo schermo; forse perfino troppi. Tutta questa meraviglia senza il minimo calo di framerate, miracolo della 360 e di buona programmazione.
La co-op continua, inesorabile, e da bravo fan quale sono a livello Difficile, per gustare appieno questa portata ipercalorica. Passano 3 ore come fossero attimi, e ogni cosa mi stupisce piacevolmente. La mia fame di vendetta verso le locuste viene piacevolmente appagata dalle nuove armi introdotte, che mi strappano dalla bocca un laconico commento: “Fighe”. Arrostire quegli esseri mangia-terra con il lanciafiamme non ha prezzo. Se poi dal corpo carbonizzato raccogliete una delle loro armi, come la Granata Tossica o una nuova pistola semiautomatica, il piacere è massimo. Ma tranquilli non mancano il caro vecchio fucile a pompa, l’immancabile Lancer, il Fucile da Cecchino che vi garantisce tanti begli headshot (un po’ meno graditi in multi), il distruttivo Boomshot, l’Arco Torque e il terribile Martello. Scegliete con cura però le vostre armi, sebbene l’armamentario a disposizione sia molto vario, Marcus, grande e forzuto, non può portarsele tutte dietro; ritrovarsi con un lanciafiamme, di cui le ricariche è difficile trovare, e un fucile da cecchino, come, da bravo masochista quale sono, nel caso del sottoscritto vi assicuro chee la situazione può volgere al peggio.
Qualche modifica delle armi “classiche” è comunque presente, da notare soprattutto il Fucile a Pompa, depotenziato parecchio rispetto al primo; il Fucile da Cecchino, che non abbatte più con le ricariche attive; e il devastante Martello che questa volta ha una carica e non è infinito. Ma l’arma più interessante e che mi ha colpito per la sua natura “strategica” è sicuramente il fumogeno che questa volta rispetto al primo può stordire e scaraventare a terra se lanciato vicino alla vittima. Tutte nuove caratteristiche che influenzano parecchio il lato Multiplayer del gioco, ma di cui parleremo più avanti.
Sì ma la trama? Ah già la trama, quella bozza che nel primo era un addestramento per poi gettarsi in multiplayer o per guadagnare punti sulla Gamercard, stavolta è meglio delineata e più divertente; sebbene la longevità del single player sia sempre ridotta, sulle 8 ore circa, un po’ pochine a dir la verità. All’inizio della storia ci ritroviamo con i nostri, ormai conosciutissimi, Marcus e Dom, inseparabili e con tanta voglia di far secche le locuste una volta per tutte. Ai due eroi si aggiunge il fratello di Carmine, in famiglia a quanto pare non sembrano molto fortunati e svegli.
Grafica
Ma non è certo sulla storia che la Epic Games ha puntato, sul single a far cadere la mascella e gocciolare saliva sul pad sono le ambientazioni e i dettagli. Non mi stancherò mai di dirlo, ma il nuovo Unreal Engine 3.0 è un motore grafico con i cojones. Posso assicurare che la maggior parte del tempo la perderete a notare i piccoli dettagli delle città distrutte davanti a noi, pezzi di strade, macchine, palazzi e quanto si possa volere da uno scenario apocalittico di tutto rispetto. Graficamente è sicuramente il miglior titolo in circolazione, senza mezzi termini.
Divertimento
Ormai io e Dom siamo presi dall’avventura, procediamo inesorabili ma davanti a noi una porta ci sbarra la strada, unico modo è farla saltare con una piccola bomba. Unico modo per portarla alla porta è percorrere un lungo percorso tortuoso, ed ecco che davanti a noi una merdosa Locusta si pone tra noi e la porta. Perché questo aneddoto? Per raccontarvi e dimostrarvi che il gioco in co-op in molti punti richiede una coordinazione perfetta. Se infatti questo stesso pezzo in single si è rivelato alquanto semplice, nell’avventura condivisa ci abbiamo impiegato 10 minuti per un percorso che ne richiedeva sì e no 1. E naturalmente tante vite perse.
Multiplayer
Finalmente ci soffermiamo sul punto che la maggior parte di voi attendono, ovvero il Multiplayer. Gears Of War era infelicemente noto per il suo net-code. Ciò non ci ha impedito comunque di passare delle ore di puro divertimento, che presto son diventati mesi. Ma la piaga che frustrava i giocatori durante i match era l’odioso Host Power; proprio su questo punto la Epic Games sembra aver lavorato molto sodo e i risultati si notano fin da quando si avvia la prima partita sul live. Ovviamente l’host è sempre favorito, “problema” che affligge qualsiasi gioco multiplayer che non abbia server dedicati (questo succede in tutti i giochi), ma in questo sequel finalmente ci sentiamo meno “divini”. Grande merito è dovuto, soprattutto, anche alla ricalibrazione delle armi, in primis il fucile a pompa che non ci permette più di spappolare nemici da 10 metri, ma funziona da arma letale solo quando siamo almeno a 2 metri dall’avversario! Bisogna riconoscere come in certe mappe la varietà di armi pesanti (martello, boomshot, arco, mortaio), creino un po’ di confusione, visto anche il passaggio da 4vs4 a 5vs5, ma questo non intacca assolutamente la godibilità di queste mappe. Epic Games ci ha anche regalato alcune delle mappe più belle di Gears Of War, ottimizzate con l’Unreal Engine 3.0 e con nuovi dettagli grafici, come ad esempio la neve sulla mappa Canali o i muschi che troviamo nelle mappe Palazzo e Ingorgo; per non parlare dei nuovi dettagli aggiunti su Stazione. Tutte ben conosciute dai Fan, ma con una nuova veste grafica al passo con il nuovo motore grafico.
Per chi invece fosse stanco delle “solite” modalità, ecco una gradita novità, ovvero la modalità Orda. Una modalità in cui abbiamo la possibilità di affrontare, con altri 4 amici, 50 ondate di nemici. Come funziona il tutto? In pratica, scelta una mappa, ci troveremo a fronteggiare gli assalti di Locuste, Ticker, Boomer e tutti gli avversari che troveremo durante la nostra avventura in single o campagna. Ogni volta che superiamo la decina, i valori di precisione, danno e salute dei nostri avversari vengono moltiplicati rendendo quindi l’Orda sempre più difficile. Personalmente giocando questa modalità a livello difficile mi sono divertito e non abbiamo riscontrato grandissime difficoltà, regalandoci per altro grasse risate. Piccolo consiglio: provate a giocare Orda su Ingorgo, quindi piazzate gli scudi nelle due scale della casetta a lato del vecchio campanile…e buon divertimento!!
Conclusione
Proprio come due anni fa, Gears Of War 2 non ha deluso le attese e le aspettative di noi videogiocatori. Molti di noi, me compreso, si aspettavano un semplice Update, invece i ragazzi della Epic Games hanno fatto un ottimo lavoro, rendendo il gioco ancora più bello e completo, sia in single player che in multiplayer. La longevità del gioco è come sempre altissima, se infatti la storia non dura molto, è compensata dal multiplayer che garantisce spappolamenti e batteglie all’ultima motosega per mesi e mesi. Il comparto grafico è ancora più impressionante di quello del primo titolo, i dettagli sono veramente ottimi e anche se le texture in multiplayer soffrono di un leggero pop-in, la differenza grafica tra single e multi è praticamente impercettibile. Gears of War 2 è un gioco da avere per tutti gli appassionati di sparattutto e videogiochi in generale!
Voto 9,5
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Bella rece Saimo! Il gioco spettacolare e tu ne hai saputo sottolineare gli aspetti pi significativi. Ed ora… tutti a macellare nuovamente le locuste!!!
Grazie Andre
,le locuste vanno eliminate!
Ciao Simo! bella rece..